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Luce e Cannabis: quali sono le migliori tipologie

Scegliere la giusta Luce può fare la differenza. Questo perché Luce e Cannabis viaggiano l’una affianco all’altra, durante l’intero periodo di coltivazione. Dovrete essere particolarmente attenti a questo dettaglio e la nostra guida è qui per aiutarvi in ogni passaggio!

La Luce Solare

Nella coltivazione di Cannabis la luce è un parametro che gioca un fattore fondamentale per lo sviluppo della pianta.

Ci sono voluti decenni di sperimentazione prima di apprendere quali fossero le migliori caratteristiche che le Luci devono avere per poter sostenere la pianta di Cannabis. Si è passati dalle tecniche Indoor più disparate, si ha sperimentato con le tecniche oldschool fino ad arrivare alle tecniche più innovative e complesse. Tutto ciò, per capire che non c’è niente come la luce del Sole, per ora. La pianta della Cannabis è una pianta fotoperiodica, cioè cambia il suo comportamento in base alle ore di luce che riceve. È quindi necessario donarle la giusta quantità di luce perché produca le sue amate gemme di qualità.

Al ciclo fotoperiodico fa eccezione la Cannabis di tipo Ruderalis, la quale fiorisce indipendentemente dalla quantità di luce somministrata. Produce fiori più esili e con una minore percentuale di cannabinoidi e olii essenziali quali terpeni e flavenoidi. Delle varie tipologie di Cannabis e delle varie differenze ne parleremo nei prossimi capitoli (continuate a seguirci per saperne di più in merito!).

Se è quindi vero che il sole è la migliore lampada che potremmo mai permetterci, è altrettanto vero che la luce del sole non è scomponibile dal resto dei fattori climatici. Essi sono imprevedibili e possono spesso essere catastrofici. Inoltre, in molti paesi del Nord Europa non sono spesso presenti né il clima né le ore di luce necessarie per avere raccolti soddisfacenti.

Nasce dunque nel corso degli anni l’esigenza di poter coltivare in uno spazio sicuro e controllato, che possa garantire una produzione cospicua davanti alle risorse investite e che possa scongiurare dalle catastrofi climatiche e di cui si possa decidere parametro per parametro: La Coltivazione Indoor.

La Luce Indoor (Lampade da Coltivazione)

Al giorno d’oggi nel mercato è possibile acquistare facilmente diverse tipologie di lampade da coltivazione indoor, dalle meno dispendiose alle più efficienti. La scelta finale dell’utente dipenderà molto dall’utilizzo finale che ne dovrà compiere, poiché non tutte le lampade sono indicate per i vari sviluppi della Cannabis.

CFL – Lampade Fluorescenti Compatte

Le CFL, o “lampade fluorescenti compatte”, sono lampade che è piuttosto comune trovare in angoli di giardino indoor. Sono facilmente reperibili ed il loro costo è molto limitato rispetto ad altre soluzioni.

Sono adatte a piccole coltivazioni, consigliatissime ai principianti poiché facili da utilizzare in quanto necessitano di prese standard per poter funzionare. Inoltre, le lampade CFL non hanno bisogno di un sistema di ventilazione, visto che il calore emesso è relativamente basso.

Sono disponibili sul mercato CFL con spettro blu di 6500K (fase di crescita vegetativa) e con spettro rosso di 2700K (fase di fioritura).

Elencati i Pro, c’è da dire che la CFL è una lampada che ha scarsa penetrazione di luce tra le foglie, e benchè contenga una buona dose di raggi UV-B che inducono la pianta a sviluppare più tricomi in fioritura, la quantità di Lumen che può emettere è sufficiente per un numero ristretto di piante e non è consigliata per la fase di Fioritura della Cannabis.

Neon

I Neon, sono lampade a tubo ideali esclusivamente per la fase di germinazione e taleaggio (o clonazione) della pianta. Sono facilmente reperibili in qualsiasi ferramenta, consumano poco e producono pochi Lumen. Sono anch’esse disponibili in vari spettri, ritrovando principalmente i gia citati “2700°K” e “6500°K”, che a differenza di lampade CFL o lampade HID, rimangono comunque sufficienti per il sostentamento di una singola pianta, ma non per più esemplari, anche se pochi.

Lampade HID

Le lampade HID si dividono in MH (ioduri metallici) e HPS (sodio ad alta pressione): la differenza che intercorre tra le due risiede nel fatto che mentre le lampade MH tendono a produrre una luce più “fredda”, tendente al bluastro, le HPS hanno uno spettro rosso, simile al tramonto del sole. Le lampade MH sono quindi più adatte alla fase vegetativa mentre le lampade HPS sono le lampade più efficaci nella fase di fioritura.

Le lampade HID hanno costo decisamente inferiore rispetto alle lampade LED, sono relativamente facili da utilizzare anche dai principianti, ed in grado di determinare rese eccellenti in tempi più ristretti. Di contro, emettono un forte calore, aumentando le temperature dell’ambiente e costringendo ad un adeguato sistema di ventilazione se non si vuol pregiudicare il risultato sperato.

Necessitano di un alimentatore elettronico (o ballast elettromagnetico) collegato fuori dalla stanza di coltivazione, ed un buon riflettore. Occorre inoltre considerare che determinano un notevole consumo energetico. I bulbi necessitano infine di essere sostituiti dopo circa un anno, al fine di garantire un’emissione luminosa ideale.

Lampade LEC

Le lampade LEC sono lampade di nuova generazione, e si differenziano principalmente dalle lampade MH dal fatto che sfruttano un tubo ad arco in ceramica in sostituzione del quarzo. In questo modo offrono una colorazione più naturale, un numero maggiore di lumen per watt e una durata nettamente superiore. Avendo l’alimentatore integrato sono di installazione semplice, adatta anche ai principianti.

Emettono raggi UV-B che inducono la pianta di Cannabis a produrre più tricomi, essenziali dal punto di vista medico-terpenico.

Di contro presentano costi di installazione elevati e tendono a generare una intensa quantità di calore, costringendo ad attrezzarsi con un potente sistema di estrazione.

LED

Le moderne lampade LED, quelle caratterizzate dalla tecnologia COB (chip on board) sono in grado di garantire un’intensità e una penetrazione della luce piuttosto significativa, anche per le coltivazioni più impegnative. Ad oggi proprio i LED possono facilmente competere con le prestazioni delle più potenti luci da coltivazione, quali ad esempio le lampade HID.

Le lampade LED emettono spettri di luce adatti all’intero ciclo di sviluppo della pianta di Cannabis, dalla fase vegetativa a quella di fioritura, diminuendo sostanzialmente il consumo energetico. Offrono inoltre il vantaggio di operare a temperature ben più ridotte rispetto alle lampade HID, comportando solo un leggero calore. L’unico contro è il costo, che rimane tutt’oggi difficilmente accessibile alla maggior parte dei coltivatori di Cannabis. Il costo viene tuttavia compensato dalla durata della lampada LED stessa, che richiede in media la sua sostituzione dopo circa cinque o dieci anni.

Luce e Cannabis: un dettaglio da tenere d’occhio

Che usiate CMH, HPS, LED o CFL, assicuratevi inoltre di estrarre adeguatamente l’aria viziata dall’area di coltivazione ventilando lo spazio di coltivazione poiché le alte temperature (28°+) possono degradare i cannabinoidi e i composti volatili, inibire lo sviluppo di fiori e foglie, stressare la pianta o, nei casi peggiori, soffocarla.

Ricordate inoltre che le lampade non devono essere usate se presentano anche minimi traumi o graffi al vetro protettivo visibili. Cercate di evitare incidenti (dovuti alla trascuratezza del materiale o la noncuranza impiegata nell’isolare fonti elettriche da fonti idriche e umidità) che potrebbero attirare l’attenzione del vicinato su di voi.

Assicuratevi che le lampade presentino i certificati di test della casa produttrice e non lavorate mai con materiali scadenti o di origine ignota.

Alla prossima, dal Team di Annibale!

Davide, The Genetist

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